Le foto in movimento si fanno con la tecnica del panning
4 maggio 2009
Vi ho mostrato qualche giorno fa alcune foto scattate con la tecnica del panning. Si tratta di una tecnica usata molto nelle foto sportive, che permette di riprendere soggetti in movimento mantenendone il dinamismo, ottenendo il soggetto nitido e lo sfondo mosso.
Oltre a questo, vediamo però anche come realizzarle. E’ importante sapere alcune cose al fine di scattare foto di qualità, anche con una compatta.
Iniziamo a seguire con la macchina fotografica il nostro soggetto prima che ci arrivi davanti. Facciamo in modo che il soggetto rimanga sempre nello stesso punto del display/mirino, e adattiamoci alla sua velocità. E’ un movimento del busto, le gambe sono immobili, incollate al terreno.
Quando il soggetto sarà longitudinalmente di fronte a noi, premiamo a fondo il pulsante di scatto continuando a seguire il soggetto. Anche quando lo scatto sarà terminato, continuiamo a seguirlo, per completare il movimento.
Come è facile immaginare, è importante utilizzare tempi relativamente bassi, dal 10° al 30° di secondo.
Il primo errore da me commesso è stato utilizzare tempi di scatto eccessivamente bassi, scattando intorno al secondo e mezzo. L’effetto ottenuto era sgradevole, anche il soggetto era mosso e la foto sovraesposta.
In una macchina fotografica digitale compatta, basterà scegliere la modalità predefinita più adatta (che nel caso della mia Casio corrisponde a flusso d’acqua calmo) per ottenere comunque ottimi scatti.
Al contrario del solito, una giornata uggiosa è meglio di una estiva con il sole. Perchè? Potremo utilizzare tempi più lunghi anche senza sovraesporre la foto.
Per il fuoco, in situazioni del genere l’autofocus è ottimo, altrimenti bisogna stare a regolare manualmente su un pezzo di strada, o comunque su un punto di riferimento.
E’ anche interessante la situazione di una giostra, in cui il fotografo e il soggetto vanno di pari passo e il primo deve solamente scattare la foto tenendo conto dei tempi di scatto.
Ricordiamoci comunque che alcune parti del soggetto potrebbero venire inevitabilmente mosse. Le braccia di un corridore, i raggi di una bicicletta o i cerchioni di una macchina, si muovono in maniera differente rispetto al ciclista o a chi per lui.
Ci vuole molta pratica, non scoraggiatevi se di 50 scatti se ne salvano una decina, anzi, vi consiglio di scattare molte volte per poi selezionare con calma quelle meglio venute.
Una volta preso confidenza con la tecnica, possiamo cercare un’inquadratura interessante, giocare con il soggetto e sbizzarrirci.
Fateci vedere le vostre foto lasciando un commento!



24 ottobre 2009 at 20:46
Devo andare a Verona..c’è una mondiale del salto ad ostacoli (equitazione) ho una macchina ricoh KR-10m come devo fare per fare il panning?? grazie mille!!
24 ottobre 2009 at 21:16
Il salto ad ostacoli, e in generale qualunque soggetto che non si muove in maniera lineare ed uniforme, è molto complicato da rendere con la tecnica del panning. Può capitare che oltre al movimento orizzontale necessario per seguire il soggetto, venga introdotto un moto verticale, come nel caso di un salto in lungo, per esempio. Vedo che comunque hai una macchina fotografica reflex e quindi dovresti riuscire a regolare l’esposizione basandoti su quanto ho scritto nel post. Se hai altri dubbi, scrivili pure qui.
24 ottobre 2009 at 23:23
Moto verticale?? e come si fà a regolare l’esposizione??
25 ottobre 2009 at 08:15
Non so se la tua reflex dispone della modalità Priorità di tempi. Se la trovi nella ghiera delle modalità, imposta come tempo 1/25 di secondo, o qualcosa del genere, la macchina fotografica calcolerà al momento dello scatto tutte le altre impostazioni quali il diaframma e la sensibilità.
Con moto verticale intendevo, per esempio, il momento del salto dell’ostacolo. In questi istanti il movimento dell’atleta e in avanti, perchè prosegue comunque la gara, ma anche verso l’alto perchè deve saltare.
Spero di essermi spiegato.
4 dicembre 2009 at 01:13
per vedere subito se la tecnica funzionava,ho provato a impostare questi settaggi per lo scatto:
fotocamera:olympus e-420
obbiettivo:14-42
tempo di posa:1/25
esposizione:+2.5
focale:calcolata dalla fotocamera (3.5-5.6)
iso:800
riduzione del rumore:attiva
sessione di foto:mano sinistra in movimento in orizzontale per circa metà giro, e seguita a centro mirino per 1/25 fino a fine scatto
luogo:camera mia,foto notturna, con luce incandescente
risultato?
eccezionale
la mano compare bella nitida e senza perdite di colori, e lo sfondo smosso dal movimento, insomma il classico effetto panning
nell’articolo quindi c’è da corregge solo il tempo di posa, che deve essere 1/25 anzichè 10″ o 30″ nelle quali sarebbe impossibile il controllo del focus e verrebbe troppo sovraesposta con conseguente perdita dei dettagli dato il cosidetto “bianco bruciato”
4 dicembre 2009 at 15:46
Ma infatti nell’articolo dico appunto quello che specifici tu:
“Come è facile immaginare, è importante utilizzare tempi relativamente bassi, dal 10° al 30° di secondo.
Il primo errore da me commesso è stato utilizzare tempi di scatto eccessivamente bassi, scattando intorno al secondo e mezzo. L’effetto ottenuto era sgradevole, anche il soggetto era mosso e la foto sovraesposta.”
Parlo di decimi e trentesimi di secondi, non di dieci e trenta secondi
Vuoi mostrare qui le tue foto?